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PREMIO INTERNAZIONALE MARIA MALIBRAN ALLA CARRIERA 2026
Un sentito e speciale ringraziamento è rivolto al Dott. Sandro Pezzoli, membro del Comitato Tecnico Scientifico dell'Accademia Malibran. Collezionista milanese di vetro d'arte, è membro del Comitato Vetri di Laguna di Venezia, già componente del Comitato Nazionale Italiano dell'Association Internationale pour l'Histoire du Verre e consigliere della Famiglia Artistica Milanese.
Gallerista, curatore di mostre e profondo conoscitore della musica e dell'opera lirica, il Dott. Pezzoli rappresenta un autorevole punto di riferimento nel dialogo tra arti visive e cultura musicale. La sua competenza, la sua sensibilità e il costante sostegno all'Accademia Malibran costituiscono un prezioso contributo alla realizzazione di questa iniziativa e alla promozione dell'eccellenza artistica e culturale.
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domenica 13 settembre 2026 ore 18,00
Ripatransone - Teatro Marcantini - Piazza XX settembre
PREMIO INTERNAZIONALE MARIA MALIBRAN ALLA CARRIERA 2026
Nel nome di Maria Malibran: un incontro d’arte, musica e cultura
Un viaggio attraverso le carriere degli artisti premiati, tra ricordi, racconti, testimonianze ed esibizioni dal vivo.
I Premiati
Eva Mei, soprano
Andrea Concetti, basso
Federico Mondelci, sassofonista e direttore d'orchestra
Giuseppe Di Leva, scrittore, drammaturgo e librettista
Giuseppe Gennari, direttore artistico, scrittore e traduttore
Sergio Ragni, studioso, biografo e collezionista
Al pianoforte Davide Martelli
Dialogano con gli artisti
Piero Mioli, storico della musica, saggista, divulgatore, presidente dell'Accademia Filarmonica di Bologna.
Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell'Accademia Malibran.
Andrea Zepponi, scrittore, musicologo e giornalista, membro della Famiglia Artistica Milanese.
Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell'Accademia Malibran.
Regia e coordinamento artistico
Rossella Marcantoni
Voce recitante e Lettura delle motivazioni dei premiati
Patrizia Sciarroni
Presentazione della serata
Alessandra Callarà - Team Accademia Malibran
Ingresso €10,00
Info e prenotazioni 338.8219079
La biglietteria è aperta a partire da un'ora prima dell'inizio dello spettacolo. Il biglietto può essere acquistato di persona in sede.
È possibile accedere al concerto anche senza prenotazione, compatibilmente con i posti ancora disponibili ia teatro.

Il Teatro Storico Luigi Mercantini di Ripatransone. La struttura è collocata all'interno del trecentesco palazzo del Podestà.
Il Comitato Tecnico Scientifico dell'Accademia Malibran assegna il Premio Internazionale Maria Malibran alla carriera 2026 seguenti artisti e personalità culturali:
Eva Mei - soprano lirico italiano, apprezzato a livello internazionale per la purezza della voce, la tecnica raffinata e l'interpretazione del repertorio belcantistico e mozartiano. Ha calcato i palcoscenici dei principali teatri d'opera del mondo, distinguendosi in particolare nelle opere di Rossini, Donizetti, Bellini e Mozart.
Andrea Concetti - basso d’opera italiano, apprezzato per l’eleganza del fraseggio, la chiarezza dell’emissione e la versatilità interpretativa. Ha sviluppato una brillante carriera nei principali teatri italiani e internazionali, affermandosi in particolare nel repertorio di Mozart e Rossini, dove unisce precisione stilistica, profondità espressiva e grande presenza scenica.
Federico Mondelci - uno dei più affermati sassofonisti italiani a livello internazionale, riconosciuto per il suo straordinario virtuosismo, la potenza espressiva e la grande versatilità interpretativa. Solista di riferimento e instancabile divulgatore del repertorio per sassofono, ha portato questo strumento ai massimi livelli artistici, esibendosi con importanti orchestre e sui più prestigiosi palcoscenici del mondo.
Giuseppe Di Leva - scrittore, drammaturgo e librettista italiano, tra le figure più significative del teatro contemporaneo. Autore di testi teatrali, opere radiofoniche e libretti d’opera, ha unito nella sua produzione attenzione alla parola, ricerca artistica e forte sensibilità per il rapporto tra musica e teatro.
Giuseppe Gennari - docente, scrittore, traduttore e conferenziere, tra i più autorevoli divulgatori della cultura poetica e musicale francese in Italia. Fondatore e direttore artistico del Festival Léo Ferré, ha dedicato la sua attività alla valorizzazione della chanson d’autore e dei grandi poeti francesi, creando un ponte originale e fecondo tra letteratura, musica e pensiero artistico.
Sergio Ragni - figura di riferimento della musicologia internazionale, illustre studioso, biografo e collezionista, tra i massimi esperti di Gioachino Rossini e dell’opera dell’Ottocento. Dal 1992 cura l’epistolario rossiniano per la Fondazione Rossini, offrendo un contributo fondamentale alla conoscenza del compositore. La sua prestigiosa collezione, custodita nella casa-museo di Napoli, testimonia una vita dedicata alla ricerca e alla valorizzazione del patrimonio musicale.
PREMIO INTERNAZIONALE MARIA MALIBRAN ALLA CARRIERA
è un riconoscimento di grande prestigio, dedicato a coloro che si sono distinti nel campo della musica, dell'opera lirica e delle arti, nonché a figure di rilievo che operano nel settore artistico-culturale.
L'evento rappresenta un'importante occasione per rendere omaggio a queste personalità d'eccezione e per vivere una serata all'insegna della cultura e dell'opera lirica, ripercorrendo le loro straordinarie carriere, seguita da esibizioni di alcuni premiati.
Il Premio Malibran sarà consegnato alle suddette personalità da ospiti d'onore di rilievo.
LA SIMBOLOGIA DEL PREMIO: LA PALMA DI MURANO CON FOGLIA ORO
Il premio consiste in una magnifica Palma in vetro di Murano, lavorata a massello con foglia d’oro, realizzata appositamente dal Maestro vetraio Andrea Salvagno della Fornace "Anfora" di Murano, appartenente alla famiglia Ferro, attiva nell’arte del vetro dagli anni Settanta. Rinomata per la produzione di vetri artistici di grande pregio, la fornace si distingue a livello nazionale e internazionale, anche per virtuosistiche riproduzioni di tecniche tradizionali.
La palma, simbolo di vittoria e trionfo fin dall’epoca dei Greci e Romani, si collega anche alla tradizione del territorio marchigiano, noto come la Riviera delle Palme, che si estende lungo le coste del Piceno, simbolo di prosperità e valorizzazione culturale. È quindi un simbolo di riconoscimento e celebrazione delle eccellenze.
CURRICULA ARTISTI PREMIATI
Eva Mei - soprano
Toscana, figlia e nipote di cantanti, con i quali si è formata musicalmente, debutta a soli 22 anni alla Wiener Staatsoper come Konstanze in Die Entfuehrung aus dem Serail, ruolo con cui aveva appena vinto il Concorso Mozart (1990).
È l'inizio di una brillante carriera che la vede protagonista per oltre due decenni nei maggiori teatri europei e mondiali.
Raffinata esecutrice del Belcanto italiano come Bellini, Rossini, Donizetti e Verdi, non ha mai abbandonato il repertorio mozartiano interpretando tutte le sue opere nei ruoli principali. Negli anni recenti, accanto ai suoi cavalli di battaglia quali Donna Anna in Don Giovanni eseguita a München, Amsterdam, Zurigo, Palermo e Torino, Contessa ne Le nozze di Figaro al Teatro Regio di Parma, al Festival di Cartagena e al NNTT di Tokyo e Alice in Falstaff a Tel Aviv ed al Maggio Musicale Fiorentino con Zubin Mehta, al Festival di Lucerna con i Bamberger Symphoniker e Jonathan Nott, al Teatro alla Scala con Daniele Gatti, al Teatro San Carlo di Napoli con Pinchas Steinberg e al NNTT con Carlo Rizzi, si è esibita fra le altre come Violetta ne La traviata con Zubin Mehta a Tel Aviv ed al Maggio Musicale Fiorentino, Elisa ne Il re pastore eseguita e incisa a Vienna con Harnoncourt e Adalgisa in Norma, eseguita ed incisa a Ravenna con Muti ed a Montecarlo con Fasolis al fianco di Cecilia Bartoli, e con la quale sarà in Giappone col tour del Teatro Massimo di Palermo, etc. etc.
In campo sinfonico è stata ospite delle principali Orchestre fra le quali la National de Paris con Daniele Gatti, quella del Festival di Salisburgo per la Petite Messe Solennelle con Antonio Pappano e la Filarmonica della Scala nella tournèe asiatica della IX Sinfonia di Beethoven con Myung Wun Chung. Alla carriera operistica e concertistica ha da sempre affiancato la cameristica, esibendosi in recitals e concerti nelle più prestigiose sale del mondo. Appassionata anche dalla didattica, tiene regolarmente Masterclasses in Italia, Israele e Giappone e dalla stagione 2016/17 è docente presso l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano.
Ha collaborato con direttori quali Claudio Abbado, Vladimir Askenazy, Daniel Barenboim, William Christie, Myung Wun Chung, Colin Davis, Iván Fischer, Daniele Gatti, Nikolaus Harnoncourt, Fabio Luisi, Peter Maag, Lorin Maazel, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Jonathan Nott, Antonio Pappano, Wolfgang Sawallisch, Franz Welser-Möst.Fra i suoi impegni recenti e futuri, gli interessanti debutti quali Leonora nella donizettiana Rosmonda d'Inghilterra al Festival Donizetti di Bergamo ed al Maggio Musicale Fiorentino e nelle nuove produzioni del Teatro alla Scala come Rosalinde in Die Fledermaus e Aithra in Die Aegyptische Helena. Inoltre ancora Vitellia ne La clemenza di Tito al Verdi di Trieste e al Palau de les Artes di Valencia ed Alice al Mostly Mozart Festival al Lincoln Center di NYC e al Festival di Lucerna e al Teatro Olimpico di Vicenza con il tour della Budapest Festival Orchestra con Ivan Fisher.
Andrea Concetti - basso
Nato a Grottammare, si è diplomato in canto presso il Conservatorio G. Rossini di Pesaro, perfezionandosi successivamente con Sesto Bruscantini e Mietta Sighele. Dopo la vittoria del 46° Concorso Internazionale Adriano Belli di Spoleto, debutta nel 1992 come protagonista ne Il signor Bruschino e La scala di seta per la stagione dello Sferisterio di Macerata, sotto la direzione di Gustav Kuhn.
Nel 1996 debutta al Teatro alla Scala nella produzione di Armide di Gluck diretta da Riccardo Muti con la regia di Pier Luigi Pizzi. Successivamente torna più volte sul palcoscenico scaligero, cantando, tra l’altro, la prima assoluta di Tenekedi Fabio Vacchi diretta da Roberto Abbado con la regia di Ermanno Olmi, il ruolo di Seneca ne L’incoronazione di Poppea, Jacopo Loredano ne I due Foscari al fianco di Placido Domingo con la direzione di Michele Mariotti, e Bartolo in tre diverse edizioni de Le nozze di Figaro di Mozart.
Nel 2000 e nel 2004 Claudio Abbado lo sceglie per il ruolo di Don Alfonso in Così fan tutte al Teatro Comunale di Ferrara, con la regia di Mario Martone, ottenendo unanimi consensi di pubblico e critica. La collaborazione con Abbado prosegue in numerose produzioni nei più prestigiosi teatri internazionali, tra cui il Festival di Salisburgo e il Festival Internazionale di Edimburgo, dove interpreta il ruolo di Papageno in Die Zauberflöte.
Nel corso della carriera collabora con direttori d’orchestra quali Rinaldo Alessandrini, Roberto Abbado, Maurizio Benini, Richard Bonynge, Andris Nelsons, Gustavo Dudamel, Daniel Harding, Lorin Maazel, Franz Welser-Möst e James Conlon, oltre che con registi come, Daniele Abbado, Luca Ronconi, Filippo Crivelli, Damiano Michieletto, Mario Martone, Pier Luigi Pizzi e Robert Wilson.
Si è esibito nei principali teatri e festival internazionali, tra cui il Festival di Salisburgo, la Bayerische Staatsoper, la Staatsoper Unter den Linden, la Semperoper di Dresda, l’Opéra National de Paris, il Théâtre des Champs-Élysées, La Monnaie di Bruxelles, il Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona, il Teatro Municipal de Santiago, il New National Theatre di Tokyo. In Italia ha cantato, fra gli altri, anche al Teatro La Fenice, al Teatro dell’Opera di Roma, al Teatro Massimo di Palermo, al Teatro Massimo Bellini di Catania, al Teatro di San Carlo di Napoli, al Maggio Musicale Fiorentino, al Teatro Regio di Torino, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, al Rossini Opera Festival, al Macerata Opera Festival al Festival Puccini di Torre del Lago.
Tra i suoi ruoli più significativi ricordiamo inoltre: Leporello in Don Giovanni (con la Saint Paul Chamber Orchestra diretta da Roberto Abbado, a Napoli, Spoleto con James Conlon e a Tokyo); il ruolo titolo in Don Giovanni (Helsinki e Berlino); il ruolo del titolo in Don Pasquale (Firenze); Don Geronio ne Il turco in Italia (Berlino); Mosè in Mosè in Egitto (a Chicago); Don Alfonso in Così fan tutte (a Dresda, a Santa Cecilia, a Parma, Palermo, Bruxelles e Napoli); Timur in Turandot (Amburgo); Dulcamara ne L’elisir d’amore (Berlino); Colline ne La bohème (Napoli); Ulderico in Sigismondo e Don Geronio ne Il turco in Italia (Rossini Opera Festival); Figaro ne Le nozze di Figaro (Parigi).
Tra le incisioni discografiche si ricordano Simon Boccanegra diretto da Claudio Abbado con il Maggio Musicale Fiorentino (Arthaus Musik), Don Giovanni diretto da Riccardo Frizza con la regia di Pier Luigi Pizzi (Unitel) e Il turco in Italia (Dynamic/Naxos).
Tra gli impegni recenti e futuri: Manon Lescaut a Bari e Parma; Le nozze di Figaro a Torino, alla Scala, a Trieste e Udine; Tosca e Turandot al Festival Puccini; Die sieben Todsünden a Bologna e Reggio Emilia; Norma in tournée in Giappone con il Comunale di Bologna; Carmen a Macerata; Il barbiere di Siviglia a Macerata e Bologna; La bohème a Seoul; la prima assoluta de La vita nuda di Matteo D’Amico per il Teatro dell’Opera di Roma.
Federico Mondelci - sassofonista e direttore d'orchestra
Docente, camerista, Solista e Direttore d’Orchestra, Federico Mondelci è da trent’anni, uno dei maggiori e più apprezzati interpreti del panorama musicale internazionale.
Diplomato in sassofono al Conservatorio di Pesaro, ha studiato anche canto, composizione e direzione d’orchestra; ha perfezionato gli studi al Conservatorio Superiore di Bordeaux sotto la guida del M° Jean-Marie Londeix, diplomandosi con “Medaglia D’Oro” all’unanimità. Federico Mondelci svolge la sua carriera a fianco di orchestre quali la Filarmonica della Scala con Seiji Ozawa, I Solisti di Mosca con Yuri Bashmet, la Filarmonica di San Pietroburgo e la BBC Philharmonic sui palcoscenici più famosi del mondo: in Europa, Usa, Australia e Nuova Zelanda.
Il suo repertorio non comprende solo le pagine ‘storiche’ ma è particolarmente orientato verso la musica contemporanea e Federico Mondelci affianca il suo nome accanto ai nomi dei grandi autori del Novecento (quali Nono, Kancheli, Glass, Donatoni, Sciarrino, Scelsi, Gentilucci, Graham Fitkin, Nicola Piovani e altri compositori della nuova generazione); eseguendone le composizioni spesso a lui espressamente dedicate, produzioni di straordinario successo che lo conclamano come raffinato solista di raro e straordinario talento. Federico Mondelci ha registrato il repertorio solistico con orchestra, (sia il repertorio per duo con pianoforte sia per ensemble), per le etichette Delos e Chandos, e numerose produzioni che riflettono il suo grande entusiasmo per la musica contemporanea, come il CD RCA dedicato ad autori italiani e quello monografico su Giacinto Scelsi (per l’etichetta francese INA); quest’ultimo ha in fine ottenuto il “Diapason D’Or”. Tale interesse verso la nuova musica lo ha portato a collaborare con grandi compositori, tra i quali Philippe Glass, Giya Kancheli, Luciano Berio, Giacinto Scelsi, Michael Nyman, Franco Donatoni, Henri Pousseur, Graham Fitkin.
Alla apprezzatissima carriera di solista, il maestro Mondelci, nel tempo, affianca una sempre più rilevante carriera nella Direzione D’Orchestra, dirigendo con crescente passione e convincente professionalità, orchestre e solisti di fama mondiale.
Ed ultimi quindi, ma non meno importanti, proprio i successi conseguiti nella direzione d’orchestra, al cui centro spiccano i nomi di celebri solisti, come Ilya Grubert, Michael Nyman, Kathryn Stott, Pavel Vernikov, Nelson Goerner, Francesco Manara, Natalia Gutman e Luisa Castellani.
Fondatore inoltre nel 1982 dell’Italian Saxophone Quartet e nel 1995 dell’Italian Saxophone Orchestra, si esibisce con entrambe queste apprezzate formazioni sia in Italia che all’estero, riscuotendo grande successo di pubblico e critica. Nel 1992 in qualità di presidente dell’ASI – Associazione Sassofonisti Italiani – ha organizzato il Xth WORLD SAXOPHONE CONGRESS in Pesaro.
Le sue apparizioni come solista e come direttore solista comprendono l’Orchestra del Teatro Alla Scala, la New Zealand Symphony Orchestra, la BBC Philharmonic, la Filarmonica di san Pietroburgo, l’Orchestra da Camera di Mosca, l’Orchestra Sinfonica di Bangkok.
Nella occasione del bicentenario della nascita di Adolphe Sax, inventore del sassofono, ha ricevuto l’invito dalla Filarmonica di San Pietroburgo ad esibirsi come direttore e solista in un concerto di “gala” in data 26 giugno 2014, nella prestigiosa stagione diretta da Yuri Termirkanov. Ritornerà alla Filarmonica di San Pietroburgo per la stagione 2026. Nel 2017 è stato insignito del titolo di “Marchigiano dell’Anno”.
CURRICULA PERSONALITÀ DELLA CULTURA MUSICALE PREMIATE
Giuseppe Di Leva - drammaturgo, scrittore e librettista
La sua attività si sviluppa nell’ambito del teatro di prosa, dell’opera lirica e della divulgazione culturale, attraverso un lungo percorso di collaborazione con teatri, istituzioni musicali e protagonisti della scena italiana e internazionale.
Debutta come autore teatrale nel 1972 con Il tumulto dei Ciompi; nel 1973 scrive Giulio Cesare, rappresentato nel 1974 dal Teatro Uomo di Milano. Tra il 1975 e il 1976 realizza per il Piccolo Teatro di Milano un progetto dedicato a Vladimir Majakovskij, destinato alle scuole e alle fabbriche milanesi, con la regia di Enrico D’Amato.
Nel biennio 1977-1978 è consulente artistico per la prosa dell’Estate Fiesolana e cura, insieme a Pasquale Guadagnolo, l’antologia di testi di Achille Campanile Amleto in trattoria, rappresentata con Eros Pagni e Ugo Maria Morosi per la regia di Marco Parodi. Dal 1978 al 1979 dirige il Teatro Uomo di Milano.
Dal 1979 al 1985 è segretario artistico di Milano Aperta, rassegna teatrale promossa dal Comune di Milano, e fonda il Laboratorio di Scrittura Drammaturgica della Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”, diretta da Roberto Leydi. In questi anni collabora inoltre con Rai Due alla trasmissione Controluce, dedicata allo spettacolo italiano, e realizza programmi di teatro radiofonico per Rai Radio Due e produzioni di approfondimento culturale per Rai Tre.
Nel 1984 cura con Carmelo Bene l’adattamento dell’Adelchi di Alessandro Manzoni, prodotto dal Teatro alla Scala di Milano in occasione del bicentenario manzoniano, e pubblica con lo stesso Bene il volume Adelchi o della volgarità del politico (Longanesi, 1984).
Dal 1987 al 1993 è direttore artistico di Emilia Romagna Teatro, per il quale promuove produzioni affidate ad alcuni tra i più importanti registi e artisti italiani, tra cui Luca Ronconi, Massimo Castri, Mario Martone, Giancarlo Cobelli, Arturo Brachetti e Angela Finocchiaro. Nel 1987 è consulente per il teatro nell’ambito del progetto Firenze Capitale Europea della Cultura e cura la regia di Finale di partita di Samuel Beckett con Walter Chiari e Renato Rascel.
Dal 1992 al 1993 è direttore artistico del Premio Riccione per il Teatro. Nel corso della sua attività ha inoltre ideato e curato numerosi progetti di divulgazione teatrale e musicale, conferenze, incontri e iniziative culturali in collaborazione con importanti istituzioni italiane.
Parallelamente all’attività drammaturgica ha sviluppato una significativa produzione di libretti d’opera, collaborando con compositori quali Hans Werner Henze, Lorenzo Ferrero, Marco Tutino, Carlo Galante, Girolamo Arrigo e Carlo Boccadoro.
Tra i suoi libretti figurano Don Chisciotte e Pollicino di Hans Werner Henze; Il ritorno di Casanova di Girolamo Arrigo; Salvatore Giuliano e Charlotte Corday di Lorenzo Ferrero, rappresentati al Teatro dell’Opera di Roma; La lupa, Vite immaginarie, Pugacëv, Il gatto con gli stivali e Senso di Marco Tutino; Corradino, INRI. La Passione secondo Anonimo e Boletus di Carlo Galante e Carlo Boccadoro.
Le sue opere sono state rappresentate in importanti istituzioni teatrali e musicali italiane e internazionali, tra cui il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Massimo di Palermo, il Grand Théâtre de Genève, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Comunale di Modena, l’Arena di Verona e il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.
È autore di numerosi libri tra cui La favola delle api (1995), I giorni del diluvio (1996), Non porto la pace ma la spada. Racconto dei racconti evangelici (2000), La cultura come terapia (2011, con Carlo Tognoli), Per Hans Werner Henze (2014), Sei Uno. Tennis e memoria (2015) e Volete il lavoro o volete Zico? Tra teatro e politica (2018, autobiografia a cura di Sheila Concari).
Dal 2000 al 2008, su incarico del Sovrintendente Carlo Fontana, cura al Teatro alla Scala di Milano le conferenze di presentazione delle opere in programma e numerosi incontri dedicati alla storia della musica e dello spettacolo, tra cui approfondimenti su Kurt Weill, Gino Negri e Carmelo Bene.
La sua attività testimonia un percorso artistico e culturale in cui teatro, musica, letteratura e ricerca storica si incontrano, con una particolare attenzione alla relazione tra parola scenica e composizione musicale.
Giuseppe Gennari - direttore artistico, scrittore, traduttore
Risiede a San Benedetto del Tronto ed è una figura di riferimento in Italia per la promozione e la valorizzazione della chanson d'autore francese e dell'opera di Léo Ferré. Traduttore, saggista, docente, promotore culturale e direttore artistico, da oltre trent'anni dedica la propria attività allo studio, alla diffusione e alla tutela del patrimonio poetico e musicale del grande artista monegasco, contribuendo a fare di San Benedetto del Tronto un punto di riferimento internazionale per la conoscenza e l'interpretazione della sua opera.
Alla ricerca e alla divulgazione affianca un'intensa attività editoriale. È autore del saggio pedagogico Scuola. Un'esperienza di negazione del ruolo (1975) e del contributo sull'arte della traduzione pubblicato nel volume Les Arts du Spectacle (Francia, 2020). Ha inoltre tradotto numerosi romanzi per Frassinelli, Mondadori e Lindau, distinguendosi nella traduzione letteraria e poetica, nonché nell'adattamento in lingua italiana della chanson francese.
Giuseppe Gennari & Léo Ferré
Il rapporto personale con Léo Ferré costituisce uno dei momenti più significativi del suo percorso umano e culturale. Grazie alla sua iniziativa, Ferré si esibì a San Benedetto del Tronto in due memorabili recital, nel 1987 e nel 1990.
Nel primo interpretò i grandi poeti da lui musicati – Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, Apollinaire, Villon, Aragon, Pavese, Rutebeuf e Cecco Angiolieri – mentre nel secondo presentò il suo repertorio più libertario e civile con opere ormai entrate nella storia della chanson, tra cui Ni Dieu ni Maître, Les Anarchistes, Franco la Muerte, Madame la Misère, Allende, Thank You Satan e Y en a marre.
Nel 1994, a un anno dalla scomparsa dell'artista, Giuseppe Gennari ideò il Mémorial Léo Ferré, primo omaggio italiano dedicato al cantautore monegasco. In tale occasione furono presentati il romanzo Benoît Misère, tradotto dallo stesso Gennari, e l'antologia italiana dedicata a Ferré pubblicata da Elèuthera. L'iniziativa costituì il nucleo originario del progetto che avrebbe dato vita al Festival Léo Ferré.
Il Centro Culturale Léo Ferré e il Festival
Nel 1995 Giuseppe Gennari fondò il Centro Culturale Léo Ferré, istituzione dedicata alla ricerca, alla documentazione e alla diffusione della poesia e della canzone francese, e ideò il Festival Léo Ferré, assumendone la direzione artistica sin dalla prima edizione.
Per ventuno edizioni consecutive il Festival ha rappresentato un'esperienza culturale unica nel panorama europeo, distinguendosi per l'alto profilo artistico e scientifico e per la capacità di coniugare musica, poesia, letteratura, teatro e ricerca musicologica nel segno dell'eredità artistica e civile di Léo Ferré.
Direzione artistica
La direzione artistica di Giuseppe Gennari si è distinta per il rigore della ricerca, l'elevata qualità delle proposte e la costante attenzione rivolta agli interpreti più autorevoli della chanson francese e della scena musicale internazionale.
Nel corso delle ventuno edizioni il Festival ha ospitato, tra gli altri:
Juliette Gréco, Georges Moustaki, Jean Ferrat, Jane Birkin, Dee Dee Bridgewater, Cali, Renée Claude, Mama Béa Tekielski, Catherine Boulanger, Ann Gaytan, Gino Paoli, Francesco Guccini, Rossella Marcantoni, Lucio Matricardi, Têtes de Bois, la Marche Jazz Orchestra diretta da Bruno Tommaso.
Accanto ai concerti, il Festival ha promosso recital poetici, produzioni originali, convegni, incontri letterari, mostre, presentazioni editoriali e progetti multidisciplinari, contribuendo in maniera significativa alla diffusione dell'opera di Léo Ferré e al dialogo tra poesia e musica nella cultura europea contemporanea.
Collaborazioni artistiche
Tra le collaborazioni più significative promosse da Giuseppe Gennari si distingue quella con il soprano Rossella Marcantoni, interprete del repertorio ferréiano in ambito lirico-contemporaneo. Da tale esperienza è nata la registrazione, in prima mondiale, del CD Les Fleurs du Mal en Musique – Léo Ferré / Charles Baudelaire, pubblicato dall'etichetta Movimento Classical e accolto favorevolmente dalla critica specializzata.
Nell'ambito delle iniziative promosse dal Festival, Rossella Marcantoni ha inoltre eseguito in prima assoluta gli Inni Sacri di Léo Ferré (Ave Maria, Benedictus e Agnus Dei), manoscritti rinvenuti dalla famiglia del compositore dopo la sua scomparsa e successivamente presentati al Festival Internazionale di Musica Sacra Gaude Mater di Częstochowa, in Polonia.
Un'eredità culturale
Nei lunghi anni di attività, Giuseppe Gennari ha dato vita a un progetto culturale che ha contribuito in modo significativo alla conoscenza e alla diffusione dell'opera di Léo Ferré in Italia e in Europa.
La sua attività di direttore artistico, traduttore e promotore culturale ha favorito l'incontro tra artisti, studiosi e pubblico, facendo di San Benedetto del Tronto una sede riconosciuta a livello internazionale per la chanson d'autore francese.
La conclusione del Festival
Nel 2017 Giuseppe Gennari annunciò la conclusione del Festival Léo Ferré, affidando a una frase divenuta emblematica il senso della propria scelta:
«Preferisco che sia rimpianto piuttosto che compianto.»
La decisione maturò in seguito alla progressiva mancanza di un adeguato sostegno economico e istituzionale, nonostante il prestigio internazionale raggiunto dalla manifestazione nel corso delle sue ventuno edizioni.
L'eredità del Festival continua tuttavia a vivere. Dal 2019, per iniziativa di Maurizio Silvestri, presso Vino a Mare di San Benedetto del Tronto si svolge il Revival Léo Ferré, una serata dedicata all'opera del poeta, musicista e scrittore monegasco.
L'omaggio a Léo Ferré prosegue inoltre grazie all'Accademia Malibran, che, in collaborazione con il Centro Culturale Léo Ferré, inserisce annualmente nel cartellone dei Concerti Oro un appuntamento dedicato all'opera del grande chansonnier. A tale iniziativa partecipano regolarmente Maria-Christine Ferré, vedova dell'artista, e Giuseppe Gennari, quali ospiti d'onore, a testimonianza della continuità di un progetto culturale che mantiene viva la memoria e l'attualità dell'opera di Léo Ferré.

Sergio Ragni - studioso, biografo e collezionista
è uno dei maggiori studiosi e collezionisti al mondo dedicati a Gioachino Rossini. Musicologo, ricercatore e divulgatore, da oltre cinquant'anni conduce un'intensa attività di studio, catalogazione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e documentario legato al compositore pesarese. È universalmente riconosciuto come uno dei più autorevoli conoscitori della vita, dell'opera e dell'epistolario rossiniano.
Ha curato, insieme a Bruno Cagli, l'edizione critica dell'Epistolario di Gioachino Rossini per la Fondazione Rossini di Pesaro, contribuendo in maniera determinante alla ricostruzione documentaria della biografia del compositore attraverso lo studio di lettere, manoscritti e documenti originali.
È autore della monumentale monografia "Isabella Colbran Rossini" (Zecchini Editore, 2012), opera di riferimento internazionale dedicata alla celebre cantante, prima moglie e musa ispiratrice di Rossini, frutto di anni di ricerche archivistiche e documentarie.
Nel corso della sua attività ha costituito la più importante collezione privata di cimeli rossiniani esistente, comprendente centinaia di autografi, lettere, libretti, ritratti, incisioni, spartiti, documenti storici e oggetti appartenuti a Rossini e ai protagonisti del melodramma italiano dell'Ottocento. La raccolta, custodita nella storica Villa Belvedere di Napoli, rappresenta un punto di riferimento internazionale per studiosi, musicologi, interpreti e appassionati provenienti da tutto il mondo.
La sua attività scientifica è affiancata da un costante impegno nella divulgazione della cultura musicale attraverso conferenze, lezioni, interviste, mostre e produzioni audiovisive dedicate all'universo rossiniano. È stato protagonista della serie di approfondimenti "Rossini: Furore e Magia", realizzata da GBOPERA, nella quale racconta il compositore attraverso documenti originali e pezzi unici della propria collezione.
Le sue competenze sono richieste da istituzioni musicali, fondazioni, teatri, università e centri di ricerca italiani e stranieri. La sua casa-museo è divenuta negli anni un luogo di studio e di incontro per musicologi, artisti e ricercatori interessati alla figura di Rossini e al melodramma italiano del XIX secolo.
L'opera di Sergio Ragni ha contribuito in modo determinante alla conservazione, allo studio e alla diffusione del patrimonio rossiniano, rendendolo una delle figure più autorevoli nel panorama internazionale degli studi dedicati a Gioachino Rossini.
Il premio ricevuto da Sergio Ragni a cui fa riferimento l’articolo de Il Mattino è il Premio Europeo per il Patrimonio Culturale / Europa Nostra Awards, uno dei più importanti riconoscimenti europei nel campo della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.
La motivazione del premio riguarda il suo impegno straordinario, durato oltre sessant’anni, nella raccolta, nello studio e nella divulgazione delle conoscenze sulla vita e sull’opera di Gioachino Rossini. Ragni è stato inserito tra i “Campioni del Patrimonio” (Heritage Champions), una selezione di personalità e progetti riconosciuti dalla Commissione Europea e da Europa Nostra per il loro contributo eccezionale alla conservazione della memoria culturale europea.
Il riconoscimento ha valorizzato in particolare:
• La sua collezione rossiniana, considerata una delle più importanti raccolte private dedicate al compositore pesarese, composta da documenti, lettere, cimeli e materiali storici.
• La ricerca filologica e musicologica su Rossini, che ha contribuito ad approfondire non solo le opere musicali, ma anche la biografia, i rapporti personali e il contesto culturale dell’Ottocento.
• L’attività di divulgazione pubblica, cioè la capacità di trasformare un patrimonio specialistico in una conoscenza accessibile a studiosi, appassionati e pubblico generale.
• Il ruolo di riferimento internazionale negli studi rossiniani, anche grazie al lavoro svolto come curatore dell’epistolario di Rossini per la Fondazione Rossini.
In sintesi, il premio non è stato assegnato soltanto per una singola pubblicazione o scoperta, ma per l’intera opera di una vita dedicata alla salvaguardia della memoria di Rossini e dell’opera italiana dell’Ottocento, riconoscendo Ragni come uno dei principali custodi contemporanei dell’eredità rossiniana.
La Casa-Museo Sergio Ragni, ospitata nella seicentesca Villa Belvedere a Napoli, è una straordinaria raccolta privata dedicata alla figura e all’opera di Gioachino Rossini, frutto di oltre sessant’anni di passione, ricerca e collezionismo del musicologo napoletano Sergio Ragni.
Il museo nasce dal desiderio di ricostruire il profondo legame tra Rossini e Napoli, città nella quale il compositore pesarese soggiornò dal 1815 al 1822 e dove fu direttore del prestigioso Teatro di San Carlo, vivendo uno dei periodi più importanti della sua carriera artistica.
All’interno della casa sono conservati documenti, manoscritti, spartiti, lettere e testimonianze che raccontano la vita privata e professionale di Rossini. Tra i materiali più preziosi figurano partiture autografe del compositore, tra cui il finale alternativo del Guglielmo Tell e la Cantata in onore di Pio IX.
La raccolta comprende inoltre un importante archivio musicale con registrazioni dell’intero repertorio rossiniano, autografi di altri compositori e musicisti legati all’ambiente artistico dell’Ottocento, oltre a documenti relativi ai teatri italiani, ai contratti, ai rapporti con editori e impresari e alla diffusione delle opere di Rossini.
Un valore particolare è rappresentato dal fondo epistolare rossiniano, che conserva numerose lettere autografe del compositore, utili a ricostruirne il carattere, gli affetti e gli aspetti più intimi della vita quotidiana. Uno spazio della casa è dedicato anche a Isabella Colbran, prima moglie di Rossini, celebre soprano e figura centrale nella sua vita artistica.
La Casa-Museo Sergio Ragni è quindi molto più di una collezione: è un luogo di memoria e di studio che custodisce una parte fondamentale dell’eredità rossiniana e dell’opera italiana dell’Ottocento, mettendo a disposizione degli studiosi e degli appassionati un patrimonio storico e musicale di eccezionale valore.
Davide Martelli - pianista
Nato a San Benedetto del Tronto nel 1989, nel 2008 conseguito nello stesso anno la maturità classica con Lode e il diploma di Pianoforte con Lode e Menzione d’Onore sotto la guida del M. Fabrizio Viti presso il Conservatorio Pergolesi di Fermo. Ha approfondito lo studio del repertorio pianistico durante il Biennio ad indirizzo concertistico, terminato nel 2011 con Lode e Menzione, presso il Conservatorio Pergolesi e l’Hochschule fur Musik di Frankfurt, dove ha frequentato un semestre nella classe del professore Emerito Andreas Meyer-Hermann. Contemporaneamente ha dimostrato interesse per la didattica dello strumento, ottenendo dapprima l’abilitazione per insegnare ai bambini con il metodo Yamaha (esame di grado 5) ed iscrivendosi poi al Biennio ad indirizzo didattico per la formazione dei Docenti di strumento delle scuole medie ad indirizzo musicale e al Tirocinio Formativo Attivo che gli hanno permesso di partecipare al concorso per la scuola 2016, vincendo il posto come docente di pianoforte al liceo musicale Tenca di Milano.
Ha ottenuto il Diploma Accademico di Concertismo con il M. Lorenzo Di Bella all’Accademia Pianistica delle Marche di Recanati, dove ha avuto l’opportunità di studiare anche col M. Gianluca Luisi e di frequentare master-class tenute da concertisti come Leslie Howard, Lucia Passaglia, Roberto Cappello, Vincenzo Balzani, Kostantin Scherbakov, Mariangela Vacatello e direttori d’orchestra come Manlio Benzi, Reinhard Seehafer.
Nel 2013, all’Imola Summer Piano Academy ha conosciuto il M. Enrico Pace, con cui ha continuato a studiare presso l’Accademia di Musica di Pinerolo.
Ha vinto numerosi premi in competizioni pianistiche tra cui il Concorso Bach di Sestri Levante, il Concorso Internazionale Fortini di Bologna, il Concorso Città di Cesenatico, il Concorso Euterpe di Corato, il Concorso Città di Ortona ed il Concorso Internazionale di Ostuni. Si è esibito in recitals pianistici in varie città italiane ed ha eseguito in veste di solista il Concerto in la minore di Grieg, il Concerto n. 1 in do maggiore op. 15 di Beethoven, il Concerto K467 di Mozart ed il Carnevale degli animali di Saint-Saens.
Si è specializzato in Musica da Camera, in particolare in duo pianistico, pianoforte a 4 mani, violoncello e pianoforte ,violino e pianoforte , frequentando i corsi annuali tenuti dal M. Pier Narciso Masi a Torano. Ricopre il ruolo di pianista accompagnatore presso l’Accademia - Musicale Internazionale Maria Malibran di Altidona, ai corsi di Alto Perfezionamento di Piceno Classica, al concorso internazionale di oboe Tomassini e al concorso internazionale di canto Anita Cerquetti .
Ha intrapreso lo studio di Composizione al Conservatorio Pergolesi, inizialmente col M. Michele Ignelzi per meglio comprendere le musiche affrontate e, successivamente, con il M. Fulvio Delli Pizzi, che lo ha spinto ad esprimere la propria personalità attraverso la composizione e lo ha portato al diploma col massimo dei voti nel 2017.
Ha vinto un concorso per una musica pubblicitaria con un brano per quartetto d’archi, ha composto ”Melodien” (2011) per strumenti a fiato e percussioni, un Konzertstück per pianoforte e fiati(2013), “Mirages” (2014) per una tournée europea dello Stanford Wind Ensemble (California) diretta dal M. Aquilanti, “Pneumata”(2014) per flauto contralto, corno inglese e violoncello, su una poesia di Marco Fortuna, “Kaléidoscope” (2017) per piccola orchestra.
Dal 2014 è direttore artistico del Cupra Musica Festival.
«Davide Martelli è uno tra i giovani musicisti marchigiani più interessanti, con una solida formazione accademica e un percorso artistico intrapreso che non trascura alcun aspetto dell’attività musicale, affiancando al concertismo la composizione, l’attività didattica e quella organizzativa, esperienze che ne fanno un musicista moderno nel senso più fecondo del termine» (Società Filarmonica Ascolana, 2014).

Ritratto di Maria Malibran su pannello di betulla (90 x110) di Gianni Virgili.
Donato dall'artista all'Accademia il 7 luglio 2011














