I VINI DELL'ACCADEMIA MALIBRAN

I VINI DELL'ACCADEMIA MALIBRAN


                                                                       CANTATRICE E GUARRACINO

 

L'Accademia Malibran ha i suoi vini!

La consuetudine di offrire al nostro amato pubblico un sublime calice di vino al termine di ogni evento ha suggerito al Presidente e Direttore artistico Rossella Marcantoni l'idea di produrre due vini pregiati a nome dell' Accademia Malibran, i nomi  da lei scelti e registrati come marchio sono CANTATRICE e GUARRACINO.

Un rosso e un bianco con i quali brindare in compagnia degli artisti, omaggiando un’icona romantica del Belcanto a cui l’Accademia è dedicata: Maria Malibran.
Per questo ci siamo affidati a mani esperte e di lunga esperienza che selezionano e vinificano per noi le migliori uve scelte del territorio Piceno, terra madre del Rosso Piceno e del Falerio Pecorino.
Di seguito le schede dei due vini, augurando a tutti i nostri amici un brindisi alla musica!

 

 

                                                                                    

CANTATRICE – Rosso Piceno DOC Superiore
Vino corposo, elegante, di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei.


All’odore si riscontrano note speziate di frutti rossi, dal profumo intenso e avvolgente, al gusto risultano armonici ed equilibrati, caldo, con un retrogusto persistente.


Ben si accompagna ad arrosti, piatti piccanti, salumi e formaggi.
Si consiglia di servire a temperatura 18°-20° gradi.


14,50% VOL - 0,750 L

 

Vino dedicato a Maria Malibran (Parigi, 1808 - Manchester, 1836), soprano, figlia del tenore Manuel García e sorella della pianista e mezzosoprano Pauline Viardot-García, fu tra le più celebri cantanti dell’Ottocento.


Grazie alla sua eccezionale estensione vocale cantò sia da contralto che da soprano.


Interpretò Bellini, Rossini e Donizetti in Europa e in America, dove sposò il banchiere Malibran. Poi si legò nel 1828 al violinista De Beriot.


Divenne una figura leggendaria; in una sua lettera Rossini la definiva "Celebre Compositrice, Cantatrice, Suonatrice, Pittrice, Fiorista, Sartrice, Declamatrice, Danzatrice, etc. etc. etc. etc.").


Morì a 28 anni per una caduta da cavallo.


“Particolarissimo modello della natura”, cantante di grande talento, attrice, donna di spirito, generosa e “Somma Cantatrice che fa diventare furibonda la folla, che mette in ruina le panche del teatro come un terremoto, un'eruzione vulcanica”: così la descrive un giornale dell'epoca".


CANTATRICE - Rosso Piceno DOC Superiore rispecchia a pieno il carattere forte, brillante, intenso, avvolgente, spregiudicato e passionale di quella "Diavoletta della Malibran", così era solito chiamarla Bellini.

 

 

 

GUARRACINO - Falerio DOC Pecorino

Limpido, di colore giallo dorato. 


Vino aristocratico, seducente ed equilibrato, dal profumo floreale, si caratterizza per la presenza di note balsamiche di eucalipto, menta, erbe aromatiche, frutta gialla e agrumi.


Il gusto intenso, sapido e fresco al palato, accompagna ottimamente sia i primi che il pesce, carni bianche, salumi tipici del luogo dei quali esalta il sapore in modo eccellente.
Si consiglia di servire a temperatura 10°-12°.
13,00% VOL - 0,750 L


La canzone “Lo Guarracino” è un vero gioiello del vasto repertorio dell'antica canzone popolare napoletana. Questa filastrocca, scritta in napoletano arcaico ed eseguita a ritmo di tarantella, fu composta nel lontano 1768 da un autore sconosciuto.


"Lo Guarracino" è il nome dialettale napoletano della "Castagnola nera", un piccolo pesce dal corpo ovale compresso lateralmente, comune in tutto Mediterraneo.


Il testo narra di una battaglia tra vari pesci schierati chi a favore e chi contro il Guarracino, il quale si prepara a festa, vestendosi di tutto punto con un tipico costume di fine Settecento, perché ha deciso di cercare moglie in mare.

Innamorato della Sardella, deve rinunciare al proprio amore, perché lei era stata promessa all'Alletterato, pesce appartenente alla famiglia dei tonni.


Nel corso delle generazioni, lo Guarracino attrasse personaggi illustri, tra cui Maria Malibran, la più celebre cantante lirica dell’Ottocento nonché donna di spirito, la quale si lasciò letteralmente sedurre dal testo e dall’allegoria del brano.


Spagnola di origine, francese di adozione, cosmopolita per attitudine, Maria Malibran aveva trascorso l’infanzia a Napoli e ne conosceva perfettamente il dialetto; nel 1828, come contrappunto ironico e polemicamente scherzoso alla filastrocca così nota e così spesso eseguita, pubblicò, presso l’editore Eugène Troupenas di Parigi, una nuova straordinaria tarantella sempre in dialetto napoletano dal titolo “No chiù lo Guarracino”.

 

No chiù lo Guarracino
(Tarantella di Maria Malibran)

No chiù lo Guarracino no una doje e tre
canzone de cantina vecchie quanto Noè
na nova tarantella mo ve voglio rialà
guappa e freccecarella ch’ammore ’m pietto fa proprio scetà.

Scetare ’m pietto a nuje Nennè se sape già già se sa
de suonno aibò co buje n’è solit’i sempacchià.

La la la la la...

Donca a te lo violino‘ntuono miette cecà
ca na varrecchia i vino pe te faccio spilà
vuje co le chitarrelle vuje co tromma e co trecc’a ballà
co sische e tammurrielle stateve lieste pe m’ac-compagnà.

Ma pecchè sta frettella quanta site a ballà miezo cà
no ninno e na nennella schitto s’hanno a ‘ncoc-chià

La la la la la ...

 

                                                               
Ritratto di Maria Malibran su pannello di betulla (90 x110) di Gianni Virgili.
Donato dall'artista all'Accademia il 7 luglio 2011

 

 

 

 

                                                                                               

 


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