DANIELE DI BONAVENTURA suona BILL EVANS pianoforte e bandoneon

DANIELE DI BONAVENTURA SUONA BILL EVANS PIANOFORTE E BANDONEON

In collaborazione con 


MALIBRAN JAZZ 
domenica 12 aprile 2026 ore 18,00
Altidona - Accademia Malibran - Sala Colonna, Via Po 12
DANIELE DI BONAVENTURA suona BILL EVANS pianoforte e bandoneon 

 

Presenta Alessandra Callarà - Team Accademia Malibran

Ingresso €10,00
Info e prenotazioni 338.8219079
Biglietteria aperta da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.
Accesso consentito anche senza prenotazione, fino a esaurimento posti.

Dopo il concerto seguirà un brindisi nella Sala Malibran, avremo il piacere di assaggiare i pregiati vini esclusivi dell'Accademia Malibran: CANTATRICE E GUARRACINO un rosso e un bianco con i quali brindare in compagnia dell'artista, omaggiando un’icona romantica del Belcanto a cui l’Accademia è dedicata: Maria Malibran. I vini saranno accompagnati dagli squisiti AMARETTI DELLA VALDASO di Altidona.



Al mio mito della giovinezza, Bill Evans, con il quale sono cresciuto e ho imparato tanto.

Suonerò i suoi brani sia al pianoforte che al bandoneon: un esperimento in prima mondiale!
Daniele Di Bonaventura

Daniele di Bonaventura è oggi uno dei musicisti italiani più originali e riconoscibili nel panorama contemporaneo. Straordinario interprete di bandoneon e pianista, unisce in sé due anime complementari che ampliano e arricchiscono il suo linguaggio musicale, rendendolo unico nel suo genere.

La sua cifra stilistica risiede nella capacità di portare il bandoneon oltre i confini della tradizione tanguera, esplorando con naturalezza territori che spaziano dal jazz alla musica colta, fino alla sperimentazione. Il pianoforte, per lui, non è solo uno strumento parallelo, ma una vera e propria estensione del pensiero musicale, attraverso cui sviluppa una visione sonora ampia, profonda e personale.

In questa occasione, interpreterà le musiche di Bill Evans esibendosi sia al pianoforte che al bandoneon, offrendo una rilettura intensa, poetica e profondamente originale del repertorio del grande pianista americano. Un omaggio che coniuga rispetto della tradizione e sensibilità contemporanea, restituendo nuove sfumature a una delle voci più liriche del jazz.

Artista completo e carismatico, Di Bonaventura riesce a fondere eleganza, profondità espressiva e continua ricerca, rendendo ogni sua esibizione un’esperienza musicale coinvolgente e di grande spessore.
Rossella Marcantoni


Nato a Fermo (nelle Marche), Daniele di Bonaventura, compositore-arrangiatore, pianista-bandoneonista, ha coltivato sin dall’inizio della sua attività un forte interesse per la musica improvvisata pur avendo una formazione musicale di estrazione classica (diploma in Composizione) iniziata a soli 8 anni con lo studio del pianoforte, del violoncello, della composizione e della direzione d’orchestra. Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music, con incursioni nel mondo del teatro del cinema e della danza.

Ha suonato nei principali festival italiani ed internazionali tra cui: Rumori Mediterranei a Roccella Jonica ’87 e ’88, Jazz & Image di Villa Celimontana a Roma, Ravenna Jazz 2000, Clusone Jazz 2001, Biennale Arte Venezia 2001, Sant’Anna Arresi Jazz 2004, Festival della Letteratura Mantova 2004, Cormòns 2005, Accademia Nazionale di Santa Cecilia Stagione Musica da Camera 2005-’06, Umbria Jazz Winter 2014, Inghilterra – Music Hall Festival e Royal Festival Hall a Londra, Olanda – Music Hall a Leeuwarden, Germania – 30° Deutsches Jazz Festival a Francoforte, Berlin Jazz Festival, Spagna – Festa de la Mercè a Barcellona, Egitto – Opera House a Il Cairo, Norvegia – Olavsfestdagen a Trondheim, Francia – Festival Berlioz, Jazz in Marciac, Svizzera, Portogallo, Brasile, Argentina, Slovenia, Moldavia, Croazia, Lettonia, Albania, Singapore, Stati Uniti e Sud Africa.

Ha suonato, registrato e collaborato con: Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, A Filetta, Oliver Lake, David Murray, Miroslav Vitous, Rita Marcotulli, David Liebman, Toots Tielemans, Lenny White, Omar Sosa, Joanne Brackeen, Greg Osby, Ira Coleman, Dino Saluzzi, Javier Girotto, Cèsar Stroscio, Tenores di Bitti, Aires Tango, Peppe Servillo, David Riondino, Francesco Guccini, Sergio Cammariere, Lella Costa, Ornella Vanoni, Franco Califano, Eugenio Allegri, Alessandro Haber, Enzo De Caro, Omero Antonutti, Giuseppe Piccioni, Mimmo Cuticchio, Custòdio Castelo, Andrè Jaume, Furio Di Castri, U.T. Gandhi, Guinga, Riccardo Fassi, Frank Marocco, Paolo Vinaccia, Mathias Eick, Bendik Hofseth, Pierre Favre e Quintetto Violado. Nel 2003 per l’Orchestra Filarmonica Marchigiana ha composto, eseguito e registrato la “Suite per Bandoneon e Orchestra” commisionatagli dalla stessa.

Ha pubblicato più di 50 dischi con l’etichette discografiche ed edizioni: Via Veneto Jazz; Philology, Manifesto, Felmay, Amiata Records, Splasc(H), World Music, CCn’C Records; per la Harmonia Mundi un lavoro per bandoneon e quartetto d’archi intitolato “Sine Nomine”. Le ultime collaborazione sono quelle con Miroslav Vitous, il quale lo ha chiamato a partecipare nell’ultimo cd intitolato Universal Syncopation II, vincitore del German Critics Prize (Preis der deutschen Schallplattenkritik) come album dell’anno 2007, pubblicato dalla prestigiosa etichetta tedesca ECM. Sempre per la ECM ha pubblicato l’ultimo lavoro intitolato “Mistico proprioMediterraneo” un’opera condivisa con il gruppo vocale della Corsica A Filetta e Paolo Fresu. Per la Tuk Music di Fresu ha pubblicato nel 2013 il suo primo doppio album intitolato “Nadir” in cui suona nel primo cd il bandoneon e nel secondo il pianoforte in trio. Nel 2014 ha collaborato alla colonna sonora del film “Torneranno i prati” diretto da Ermanno Olmi. A Marzo 2015 ha pubblicato il cd in duo con Fresu sempre per la ECM intitolato “In Maggiore” ed in contemporanea il film-documentario “Figure musicali in fuga” del regista Fabrizio Ferraro in cui vengono ritratti i due musicisti durante la sessione di registrazione a Lugano insieme a Manfred Eicher.



Jazz is not a what, it is a how

Bill Evans 
È considerato uno dei più grandi pianisti jazz di tutti i tempi. Il suo pianismo, inizialmente non facile da comprendere, è il risultato di anni di studio non solo del jazz, ma anche della musica classica europea, in particolare quella russa, tanto da meritarsi il soprannome di “Chopin del jazz”.

Dopo essersi formato in diverse big band, nel 1956 pubblica il suo primo lavoro da leader, New Jazz Conceptions, un titolo che già evidenzia la sua innovazione nel proporre il jazz in forma modale.

Da quel momento Evans adotta il trio come formazione ideale. Dopo la tragica scomparsa del bassista e amico Scott LaFaro, evento che segna profondamente la sua sensibilità, a partire dal 1969 inizia una lunga collaborazione con Eddie Gomez, giovane bassista di grande talento.

Raggiunta la piena maturità artistica, ormai vicino ai cinquant’anni, Evans diventa un punto di riferimento per molti pianisti, che si ispirano al suo stile elegante, raffinato e coinvolgente.

La sua musica può apparire malinconica, ma riflette il suo stato d’animo: quello di un artista sensibile, introspettivo, segnato anche da momenti difficili della sua vita. Evans sembra quasi volare sulla tastiera, alternando scale dal lirismo intenso ad accordi ora sussurrati, ora più incisivi. Muore a New York nel 1980.

 


Google Pinterest



ACCADEMIA MUSICALE INTERNAZIONALE MARIA MALIBRAN - Altidona | P.IVA 02059450441
È vietata la riproduzione non autorizzata di testi e immagini pubblicate nel sito.